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    Ambrì, il futuro in alto mare

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    Ambrì, il futuro in alto mare

    Messaggio Da Mirna il Mar 10 Feb 2009, 10:47

    di Gastone Albertoni

    È un Ambrì un po’ rintrona­to dall’influenza quello che si presenta
    questa sera al cospet­to di un Berna rilanciato dal netto successo di
    domenica su­gli ZSC Lions campioni svizze­ri. Ma non è certo contro
    av­versari del genere – nonostan­te il probante successo ottenu­to
    qualche settimana fa contro la formazione di John van Boxmeer – che i
    leventinesi de­vono cercare i punti per mi­gliorare ulteriormente la
    loro classifica in vista dei playout. Anche se per la verità le
    occa­sioni non saranno più molte, dato che mancano solo sei par­tite
    alla fine della loro stagione regolare.
    E, visto l’andamento della squadra dopo che Cada ne ha assunto il
    comando strategico, l’Ambrì sembra peraltro ben pronto ad affrontare la
    fase de­cisiva della stagione. Quel che preoccupa l’ambiente bianco­blù
    è piuttosto quel che succe­de in proiezione della prossi­ma, delle
    prossime stagioni. La rinuncia di Brenno Caneva­scini ha rinviato
    ancora la pos­sibilità di costituire in tempi brevi un consiglio
    d’ammini­strazione più che mai necessa­rio per cominciare a lavorare in
    prospettiva.
    Il problema è che a mancare, più che le persone, sono piutto­sto
    gli appoggi finanziari che queste dovrebbero portare in dote. Senza un
    apparato diri­gente non è possibile pianifi­care, neanche e corto o
    medio termine. L’Ambrì chiuderà per la terza volta consecutiva la
    stagione regolare senza en­trare nei playoff. Il che non è di per sé
    disdicevole, ma deve si­curamente far riflettere il fatto che anno per
    anno il rendi­mento medio ha avuto una ten­denza negativa. Segno che la
    squadra andrà comunque rinforzata per non andare in­contro a brutte
    sorprese.
    In vista della prossima sta­gione dovranno essere cercati due
    nuovi stranieri (confer­mati sono solo Kutlak e We­strum); si deve
    decidere chi sarà il nuovo allenatore (Jaks è propenso a prolungare con
    Cada, ma Jaks non sa neanche se sarà ancora al suo posto); ci
    vorrebbero un paio di giocato­ri svizzeri di qualità per le pri­me due
    linee. E poi ci sono gio­catori importanti che l’anno prossimo saranno
    in scadenza di contratto (Duca e Walker su tutti) e sono corteggiati da
    di­verse compagini. Occorre quindi pensare a un rinnova­mento di
    contratto: ma senza strategie e progetti, quindi prospettive, le
    contrattazioni sono alquanto difficili. E per l’esterno questo non è un
    moti­vo di attrazione.
    Inoltre, c’è da considerare che il settore giovanile perde pezzi e
    anche qui non c’è un reale progetto di collaborazio­ne (che non sia di
    controllo) per gestire al meglio quel che è comunque l’ampio patrimonio
    dell’hockey giovanile nel So­praceneri.
    Sono problemi messi lì tanto per rendersi conto che, con un CdA
    dimissionario, e di fronte oltretutto a dei successori che, bontà loro,
    non hanno espe­rienze da mettere a disposizio­ne, l’Ambrì, oltre a
    pensare di salvare il posto in LNA, ha as­soluto bisogno di avere a
    breve termine una stanza dei bottoni pienamente efficiente, per non
    perdere ulteriore terreno.

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