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    Krister Cantoni, un futuro con i giovani

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    Krister Cantoni, un futuro con i giovani

    Messaggio Da Mirna il Dom 01 Feb 2009, 16:55

    Quella in corso dovrebbe essere l’ultima stagione
    per il difensore bianconero. "Potrei continuare – spiega il ticinese –
    ma a 36 anni è giunto il momento di pensare ad altro. Sono in
    trattativa con il club per un incarico a tempo pieno a livello di
    set­tore giovanile: una sfida che mi stuzzica parecchio"


    C’è un momento, in ogni car­riera, in cui un giocatore è chia­mato
    a prendere una decisione tanto importante quanto difficile: smettere o
    continuare? Questo momento sembra essere arriva­to anche per Krister
    Cantoni: per il difensore del Lugano quella in corso dovrebbe (a meno
    di ripen­samenti dell’ultima ora...) essere l’ultima stagione ad alti
    livelli. «Fi­sicamente e mentalmente – spie­ga Cantoni – mi sentirei
    pronto ad andare avanti. Ad aprile avrò però 36 anni e ritengo che sia
    giunto il momento di pensare se­riamente al mio futuro. E di la­sciare
    spazio ai giovani che stan­no crescendo sempre più, come Chiesa e
    Nodari».

    Cosa farà allora, da grande, Krister Cantoni?
    «Nulla è ancora deciso al 100%, ma sono in trattativa con il Luga­no
    per un incarico a tempo pie­no a livello di settore giovanile. Da
    quest’anno mi occupo già dei Piccolo 1 e non nascondo che una sfida
    professionale con i ra­gazzi mi stuzzicherebbe parec­chio. Mi auguro
    dunque di poter trovare un accordo con il club».
    Intanto il Lugano targato Virta e Ber­taggia ha sì
    vinto all’«overtime» le ul­time due partite contro Bienne e Klo­ten, ma
    attende ancora il primo suc­cesso pieno. A che punto siete?

    «Quando si cambia un allenatore perché le cose vanno male di so­lito
    si assiste ad una reazione da parte della squadra. Nel nostro caso,
    invece, è successo un po’ il contrario: c’è stata una piccola
    in­voluzione, che reputo però nor­male. Il primo obiettivo di Virta e
    Bertaggia era quello di stabiliz­zare la fase difensiva ed infatti
    nelle ultime partite abbiamo in­cassato poche reti. Adesso ci stia­mo
    concentrando maggiormen­te sull’attacco, ma ci vuole un po’ di
    pazienza. Il nuovo allenatore non ha stravolto il nostro gioco, ma dopo
    tanti mesi con John Slettvoll serve un po’ di tempo per assimilare i
    nuovi schemi».
    Concretamente cosa vi chiede di diver­so Virta rispetto a Slettvoll?
    «Come detto, il tecnico finlande­se si è immediatamente concen­trato
    sulla difesa. Abbiamo ana­lizzato insieme alcuni video, cer­cando poi
    di migliorarci sul ghiaccio. Quando ci si concentra in particolare su
    un aspetto del gioco, si tende involontariamen­te a tralasciarne altri.
    Il prossimo traguardo è quello di trovare il giusto equilibrio tra
    attacco e di­fesa, che ci è spesso mancato in stagione».
    È davvero importante ottenere un po­sto tra le prime quattro squadre in vi­sta dei playoff?
    «Questo è il solito discorso che torna puntualmente ogni anno a poche
    settimane dall’inizio dei playoff. Ritengo personalmente che per noi
    sia molto più impor­tante raggiungere un certo livel­lo di gioco prima
    della fase deci­siva del campionato. La posizio­ne in classifica,
    l’avversario, la partita in più o in meno in casa: sono tutte questioni
    che lasciano il tempo che trovano».
    Berna in trasferta questa sera e Da­vos domani alla Resega sono test in­teressantissimi, in questo senso...
    «Assolutamente sì. Ma proprio per il discorso fatto in preceden­za,
    sia due vittorie che due scon­fitte sarebbero da relativizzare».
    Krister Cantoni sta giocando in coppia con Johan
    Fransson, lo svedese che ha lasciato un’ottima impressione nel­le due
    partite fin qui giocate in maglia bianconera...

    «Johan si è integrato benissimo nel nostro spogliatoio: è una per­sona
    molto simpatica, che ha portato a Lugano tanto buonu­more e una gran
    voglia di gioca­re. D’altra parte lo si è visto con­tro Bienne e
    Kloten. È un gioca­tore che ha grandi qualità: riten­go che il Lugano
    sia stato bravo e fortunato a trovare un elemen­to di questo calibro a
    stagione inoltrata».
    Flavio Viglezio

    Corriere del Ticino

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