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    «Roccia» ha trasformato l’Ambrì

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    Mirna
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    «Roccia» ha trasformato l’Ambrì

    Messaggio Da Mirna il Mar 27 Gen 2009, 12:18

    Giocatori rivalutati e un vero portiere: il futuro ora fa meno
    paura. Mai cambio in panchina fu più azzeccato: Cada artefice del
    cambio di marcia di una squadra che vede ormai il decimo posto a
    portata di mano – E intanto i tifosi bian­coblù si schierano dalla
    parte del tecnico ceco: resterà?

    Due firme dell’Est sul rilancio dell’Ambrì Piotta: quella del
    por­tiere slovacco Karol Krizan, giun­to all’inizio del 2009 e subito
    ri­velatosi un elemento di grande affidabilità, e soprattutto quella di
    «Roccia» Cada, il tecnico ceco chiamato poco prima di Natale a
    sostituire John Harrington, licen­ziato in seguito ai deludenti
    risul­tati. La squadra biancoblù è sem­pre ultima e ormai condannata ai
    playout, ma il ruolino di marcia degli ultimi tempi è sensibilmen­te
    migliorato. Se la gestione Har­rington si era conclusa con una media di
    0,85 punti a partita (33 partite/28 punti), quella di Cada è
    attualmente di 1,3 (10 partite/13 punti, frutto di quattro vittorie
    «piene» contro Langnau, Bienne, Berna e Rapperswil e una scon­fitta al
    supplementare a Davos).
    L’Ambrì con il nuovo allenatore viaggia ad una media che si
    avvi­cina ad un’ipotetica qualificazio­ne ai playoff (la «proiezione»
    sul­le 40 partite vedrebbe infatti l’ Am­brì di Cada a quota 52 punti,
    vi­cinissimo al Langnau che attual­mente si attesta in ottava
    posizio­ne con 57 in 43 gare): la trasfor­mazione dei leventinesi è
    insom­ma evidente. La squadra ha sì tro­vato un portiere all’altezza di
    Tho­mas Bäumle ma, più in generale, Cada ha saputo rimotivare il gruppo
    e rivalutare giocatori che con il suo predecessore trovava­no poco,
    pochissimo spazio. Uno di questi, l’attaccante Grégory Christen, nel
    dopo-partita di sa­bato contro il Rapperswil, ha am­messo ai microfoni
    della TSI di avvertire fiducia da parte del co­ach, di sentirsi
    finalmente re­sponsabilizzato. Cada ha capito di aver bisogno di tutti
    i suoi uo­mini per riuscire a portare a ter­mine positivamente una
    stagio­ne tribolata:il decimo posto, che sembrava irraggiungibile, è di
    nuovo alla portata dei biancoblù che, acciuffandolo, si garantireb­bero
    il vantaggio casalingo nei playout. Mica poco.
    Ad Ambrì ci si concentra ovvia­mente sul presente e l’incertezza a
    livello dirigenziale non sempli­fica il lavoro in vista del prossimo
    campionato, ma è chiaro che Ca­da, osannato dalla Valascia al ter­mine
    della netta vittoria sui san­gallesi, merita a questo punto di essere
    annoverato tra i principa­li «papabili» per la panchina in vista della
    prossima stagione. La sua concretezza e la sua serietà sul lavoro sono
    apprezzate dai di­rigenti (attuali) e dai tifosi, che vorrebbero
    appunto la sua ricon­ferma, magari con un contratto pluriennale che
    renderebbe fi­nalmente concreto e più ad am­pio respiro lo sbandierato
    proget­to. Dando fiducia a Cada per le prossime stagioni (e «Roccia» ha
    tra l’altro già un contratto valido per ulteriori due anni nel settore
    giovanile!), Ambrì potrebbe tor­nare ad essere una piazza
    inte­ressante, malgrado tutti i proble­mi esistenti, agli occhi di quei
    gio­catori che desiderano lanciare o rilanciare la loro carriera. In
    Le­ventina, negli ultimi anni, si è spesso puntato su allenatori che
    della realtà svizzera e di quella di Ambrì in particolare conosceva­no
    poco o nulla, con i risultati che tutti conosciamo. Andare avanti con
    Cada appare dunque la scel­ta più logica, ma non ci sarebbe da
    sorprendersi se si decidesse di cominciare, un’altra volta, tutto
    daccapo...
    Paride Pelli


    Corriere del Ticino

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