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    Ettore Moccetti: l'Ambrì, secondo me...

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    Ettore Moccetti: l'Ambrì, secondo me...

    Messaggio Da Mirna il Lun 26 Gen 2009, 20:27



    L'Ambrì
    - con Rostislav Cada e Karol Krizan - è tornato a giocare un ruolo
    dignitoso in campionato. E a fare punti. Le correzioni sono però state
    decisamente tardive. E i playoff sono ormai irraggiungibili. In
    Leventina si è insomma persa un'altra stagione nel grigiore della bassa
    classifica. Ad Ettore Moccetti, ex membro del
    Consiglio di amministrazione (CdA) del club, abbiamo chiesto di fare
    una fotografia del difficile momento dei biancoblù.

    Lei come giudica il lavoro dell’attuale CdA dimissionario? Molti
    pensano che abbia lavorato bene a livello finanziario, ma - e basta
    guardare le classifiche degli ultimi tre campionati - molto male a
    livello sportivo...

    "Concretamente, avendo lavorato fianco a fianco con cinque membri su
    sette dell’attuale CdA, ritengo di aver condiviso con loro momenti
    appassionanti e di buona collaborazione. La mia partenza è stata
    motivata da una serie di divergenze di vedute nella conduzione del
    club. Divergenze avute con alcuni di loro sulle quali non mi sembra
    utile né costruttivo tornare. E francamente non sarebbe corretto, per
    me, formulare giudizi di merito sul CdA uscente".

    Secondo lei è stato corretto dare le dimissioni in toto ancora prima di trovare dei sostituti?
    "E` difficile dall’esterno valutare esattamente il meccanismo
    che ha portato il CdA a fare questa effettivamente anomala scelta. Si
    potrebbe anche ipotizzare che l’intero Consiglio sia stato messo in
    condizioni da dover dare le dimissioni: se così fosse prospettiva e
    commenti cambierebbero. Ad Ambrì siamo stati abituati a vedere ed
    assistere a tutto e al contrario di tutto".

    Questi i nomi che circolano per il nuovo CdA: Filippo Celio
    (che viene indicato da più parti come il futuro presidente), Norman
    Gobbi, Mauro Foschi, Franco Lazzarotto, Raul Reali e Fabio Oetterli. Ma
    non sono confermati. C'è chi dice che Lazzarotto non ci sarà. E chi
    aggiunge che potrebbe esserci uno tra Brenno Canevascini e Guglielmo
    Chiavi. Lei che ne pensa?
    "Sono felice che vi siano persone disponibili ad assumere
    questi incarichi nell’ambito di una società sportiva così impegnativa.
    Da quanto sappiamo per ora nulla è confermato e si è solo in una fase
    interlocutoria, ma la disponibilità è importante. Ritengo, però, che
    l’aspetto fondamentale non sia tanto quello di trovare le persone
    quanto quello di far capire loro quale sarà il compito che dovranno
    assumersi e in quale ambito lavoreranno. Dunque con tempi decisionali
    istantanei, che verosimilmente ancora non conoscono".

    Da più parti negli ultimi mesi sono piovute forti critiche
    sull’operato del DS Peter Jaks, la cui posizione - si dice - in vista
    della prossima stagione sia traballante. Lei che ne pensa...?

    "Questo è, in effetti, un aspetto fondamentale. Personalmente ritengo
    che l’Ambrì non possa permettersi di avere la figura di un Direttore
    sportivo, soprattutto non un DS da formare. Mi spiego. Ogni altro ex
    giocatore che negli anni è divenuto DS ha dovuto intraprendere una
    lunga gavetta così da guadagnarsi sul campo di quella specifica
    funzione il rispetto dei giocatori. Cambiare l’immagine ed il ruolo da
    giocatore a DS richiede tempo e dedizione, richiede anni e carisma. Una
    società come l’Ambrì può e deve formare giovani giocatori ma non
    perdere energie, tempo e denaro per formare anche Direttori sportivi,
    allenatori o altre figure di rilievo per la squadra. In quest’ottica il
    ruolo del CdA è essenziale e proprio per questo credo che una seria
    analisi vada fatta certamente sull’operato del DS attuale, ma anche su
    quello del CdA che ne avrebbe dovuto curare la crescita manageriale".

    Secondo lei la nuova Valascia si farà o è solo un sogno?
    "Il periodo economico che stiamo affrontando mal si concilia
    con un nuovo grosso investimento in Leventina. Un investimento che
    richiede inoltre una forte copertura da parte degli enti pubblici. Il
    Cantone negli ultimi trent’anni ha investito moltissimo in Leventina,
    contrariamente a quanto fatto in altre valli ticinesi. Sarebbe a mio
    modo di vedere poco equo pensare ad un nuovo investimento cantonale a
    favore di uno stadio del ghiaccio. I promotori devono responsabilmente
    rivolgersi ad investitori privati".

    Da Ambrì giungono segnali di ridimensionamento: il budget
    potrebbe diminuire di 1.5 milioni. Lei come legge questa possibile
    diminuzione dei finanziamenti?
    "Da persona che si muove nel contesto economico e che conosce
    profondamente la realtà dell’Ambri ritengo questa operazione essenziale
    per poter garantire la sopravvivenza della società. L’Ambri è rimasta
    forse l’unica realtà svizzera caratterizzata da una ricerca quotidiana
    di equilibrio delle finanze. Occorre disciplina e rispetto per le
    entrate sulla base delle quali sempre e comunque calibrare le uscite.
    Fare anche un piccolo passo più lungo della gamba costerebbe moltissimo
    e si rischierebbe il tracollo dei conti. Il rigore assoluto è
    d’obbligo".

    Geo Mantegazza ha recentemente dichiarato che secondo lui nel
    Ticino del futuro ci potrebbe essere posto per una sola compagine in
    massima serie. Lei è d’accordo con questa impietosa analisi?
    "Spero che questa affermazione sia riferita solo ed
    esclusivamente al periodo economico difficile che stiamo affrontando.
    Altrimenti, da tifoso, non potrei essere d’accordo. Evidentemente dal
    punto di vista finanziario credo anch’io che un accumulo delle forze
    farebbe del Ticino hockeystico una bella realtà; mi sia concesso, però,
    il timore del tifoso, perchè chi conosce bene il nostro cantone sa che
    questa proposta in Ticino è decisamente poco praticabile".

    FONTE

      La data/ora di oggi è Dom 19 Nov 2017, 10:08