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    Kenta Johansson: «Continuo a preferire i fatti alle parole!»

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    Kenta Johansson: «Continuo a preferire i fatti alle parole!»

    Messaggio Da Mirna il Sab 24 Gen 2009, 13:46

    Eccolo dunque, finalmente ufficializzato, l’ennesimo “ritorno al
    futuro” confezionato da quest’hockey ticinese che sui due fronti ci ha
    ormai abituati a tutto ed al contrario di tutto. Stavolta non è, però,
    un ritorno a sorpresa, come lo erano stati quelli ripetuti all’infinito
    di Slettvoll, o quello inatteso di Cada, o quello plurimo e bilaterale
    di Huras. No: Kenta Johans­son da anni rientrava negli ipotetici
    scenari bianconeri, e se ora torna davvero non è però per meriti
    acquisiti in epoca ormai preistorica, bensì per quelli freschissimi
    raggiunti a suon di risultati in un campionato di primissima fascia. In
    Svezia Kenta Johansson è cresciuto pas­so dopo passo: già aveva fatto
    molto bene con l’outsider Timra, ed ora sta facen­do benissimo con
    l’HV71 di Jönköping, campione in carica ed attuale coleader (appaiato
    al quasi omonimo Linköping). Che poi possa fare altrettanto bene a
    Lugano e in Svizzera è evidentemente un di­scorso prematuro ed
    ipotetico: a Lugano e in Svizzera, in ogni caso, Kenta Johans­son torna
    con le credenziali assolutamente “a posto”.

    Allora, Kenta, 19 anni fa avevi dovuto lasciare
    Lugano perché così volle John Slettvoll, ed ora tornerai per sostituire
    proprio lui...

    "Sono cose che succedono...e comunque il fatto di diventare il suo
    successore per me non conta assolutamente nulla: sono felice e
    motivato, ma guardo solo avanti, a questa nuova sfida che mi aspetta.
    Venire a lavorare in Svizzera ed in particolare a Lugano è esattamente
    quell’opportunità che andavo cercando come allenatore. Confesso che già
    negli scorsi anni l’HCL mi aveva contattato, ma non era il momento
    giusto: ora invece sono convinto che sia arrivato!"
    Lasciare l’HV71 portato al titolo ed attualmente in testa alla classifica, non dev’esser stata una scelta facile.
    "Per niente, anche perché qui mi trovo molto bene e il
    club, a tutti i livelli, è sicuramente uno dei migliori tre della
    Svezia. Hanno fatto di tutto per convincermi a restare, proponendomi
    pure un nuovo contratto di 2 o 3 stagioni, ma io sento il bisogno di
    cambiare, e di provare appunto qualcosa di nuovo all’estero. Ho avuto
    offerte anche da altri club, svizzeri compresi, ma Lugano e l’HCL li ho
    sempre tenuti nel cuore anche dopo la mia parten­za, perché lì ho
    vissuto sei anni indimenticabili".
    Cosa sai di quanto successo nelle ultime sta­gioni a Lugano?
    "Per la verità non molto. Sono tornato più volte alla Resega da
    giocatore e poi da allenatore per il torneo di agosto, e soprattutto in
    quelle occasioni ne avevo discusso con i vecchi amici. Ultimamente ho
    parlato con Jörg, Sandro e Ruben, e mi sa che ora li sentirò piuttosto
    spesso... Voglio e devo concentrarmi sul finale di stagione con l’HV71,
    ma è chiaro che nel contempo devo anche contribuire a pianificare la
    prossima dell’HCL...
    Come giocatore Kenta Johansson non era certo un gran
    parlatore: è cambiato col di­ventare allenatore, e che tipo di
    allenatore è diventato?

    "Sono uno che continua a preferire i fatti alle
    parole, nel senso che se parli o urli a vanvera tutti i giorni, finisce
    che i giocatori non ti ascoltano più... Per essere un leader è molto
    più importante quello che dici, e quando lo dici. Il “mio” hockey? Mi
    piace il gioco aggressivo e offensivo, fer­mo restando che lo può
    essere solo partendo da una solida base difensiva, ovvero
    dall’equilibrio tattico. Per questo mi piace il lavoro duro, ma al
    tempo stesso divertente. Dai giocatori mi aspetto che diano tutto per
    la squadra e per il club, che come me preferiscano insomma i fatti alle
    promesse.
    Quando verrai a conoscere per la prima volta il “tuo” Lugano?
    "Spero di poter fare una scappata di un paio di giorni durante la
    pausa di feb­braio... Poi ovviamente a stagione finita. La famiglia? Ho
    divorziato sette anni fa, ma a maggio mi risposo: la mia compagna ha
    una figlia di 13 anni ed entrambe sono felici quanto me di trasferirsi
    a Lugano!"
    (PI.GI.)

    Giornale del Popolo

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