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    L’allenatore biancoblù Cada: «Ambrì, tira fuori la grinta»

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    L’allenatore biancoblù Cada: «Ambrì, tira fuori la grinta»

    Messaggio Da Mirna il Mer 25 Feb 2009, 20:42

    I playout Rostislav Cada se li ricorda bene, malgrado siano tra­scorsi otto anni. Correva la sta­gione 2000-01, il ceco fungeva al­l’epoca da assistente del canade­se Pierre Pagé. L’ Ambrì concluse la «regular season» al decimo po­sto e si ritrovò a giocare per la sal­vezza, affrontando il Coira nel pri­mo turno: logica vittoria 4-1 dei biancoblù e tutti a casa. Anche Pagé, che poche settimane dopo fu cacciato: al suo posto venne promosso proprio «Roccia».

    «Come posso dimenticare quel­l’esperienza? L’ Ambrì si ritrovò nei playout malgrado avesse al­tri obiettivi e grazie alla forza e al valore del suo gruppo, composto da giocatori come Pauli Jaks, Ro­hlin, Gianini, Bobillier o Fritsche, riuscì a reagire alle avversità e vin­se abbastanza agevolmente. Ri­cordo, tuttavia, che alla vigilia del­la delicata serie, nello spogliato­io, si avvertiva nervosismo, pre­occupazione: stati d’animo d’al­tronde comprensibili quando ci si ritrova nei playout».

    Quali analogie vi sono tra l’avventura di allora e quella ormai alle porte?
    «Sono due situazioni abbastan­za diverse:all’epoca lavoravo con il gruppo da parecchi mesi anche se in veste di assistente, quest’an­no di tempo a disposizione ne ho avuto poco essendo entrato in ca­rica solo verso metà dicembre. Da questo punto di vista mi re­puto un po’ svantaggiato, ma sot­to la mia gestione la squadra ha risposto alle sollecitazioni e quin­di sono fiducioso. Per raggiunge­re i risultati ci vuole sempre colla­borazione tra staff tecnico e gio­catori: e da parte di questi ultimi vedo la massima disponibilità».

    Il vostro avversario è il Rapperswil, che ha chiuso appena davanti a voi il girone di qualificazione:
    «Innanzitutto tengo a sottolinea­re che l’avversario non l’abbiamo scelto noi, ce l’ha riservato la clas­sifica: non abbiamo mai specu­lato sul nome della squadra che avremmo affrontato e la vittoria contro il Servette nell’ultima gior­nata si è rivelata preziosa per il morale, è stata un’iniezione di fi­ducia. Venivamo da una serie ne­gativa e averla interrotta proprio alla vigilia della fase decisiva è si­curamente di buon auspicio. Sul Rapperswil cosa posso dire? È una squadra offensiva, veloce, che vanta due attaccanti in par­ticolare molto pericolosi:mi rife­risco agli stranieri Roest e Nor­dgren, tra i primi marcatori del campionato, ma non dimentiche­rei Burkhalter, un giocatore che conosco bene e che possiede grandi doti realizzative. Il Rap­perswil è una squadra creativa, insomma, mentre la difesa non è il suo punto forte, sebbene nelle ultime settimane vi siano stati dei chiari miglioramenti».

    State studiando nel dettaglio il Rap­perswil? E cosa dovrete fare per pro­vare ad avere la meglio nella serie?
    «Io e ilmioassistente Luca Cere­da abbiamo studiato bene l’av­versario ma la squadra da noi ha ricevuto solo le informazioni ne­cessarie sul Rapperswil. Resto dell’avviso che troppa teoria non faccia bene e vada a scapito del lavoro sul ghiaccio, ben più im­portante. E poi, tante indicazio­ni alla fine finiscono solo per con­fondere i giocatori. Prima ho par­lato di un paio di elementi del Rapperswil:ecco, dovremo esse­re bravi a limitarne il raggio d’azione, a contenerli. Fonda­mentale sarà l’approccio alle par­tite: voglio che l’ Ambrì torni a ti­rare fuori la grinta, la determina­zione e l’aggressività, qualità per noi imprescindibili».

    C’è preoccupazione per lo stato di sa­lute di due «big» come Westrum e so­prattutto Krizan: come stanno?
    «Per quel che riguarda Krizan, la diagnosi è molto chiara e non è preoccupante: si tratta di un’in­fiammazione a un ginocchio che gli crea un po’ di fastidio. Alla peg­gio, si sottoporrà a qualche infil­trazione, ma non dovrebbe man­care l’appuntamento. In ogni ca­so, le ultime due partite sono ser­vite per valutare anche Giacomo Beltrametti, nel caso ci fosse bi­sogno di lui nei playout. Dobbia­mo essere pronti a tutte le even­tualità, anche a quella di non ave­re a disposizione Krizan: ma in ogni caso inizieremo con lui. Quanto a Westrum, è da oltre una settimana che non scende sul ghiaccio e aspettiamo la valuta­zione dei medici e quella del gio­catore per decidere se giocherà o meno. Rispetto a Krizan, si tratta di un caso un po’ più complica­to, che si trascina ormai da qual­che mese. Quel che è certo, è che mai come in questo momento abbiamo bisogno di giocatori che siano al “top” della condizione».

    Nei playout avrete anche bisogno del sostegno dei tifosi, che negli ultimi tempi vi hanno un po’ abbandonato:
    «Dobbiamo rinconquistare il no­stro pubblico, recuperare un rap­porto che per noi è fondamenta­le. Per un po’ i supporter ti per­donano la mancanza di risultati, ma alla lunga... perdono la pa­zienza. Il mio desiderio è rivede­re nei playout una Valascia “cal­da”. Vorrà dire che siamo riusciti a riconquistare la fiducia dei no­stri affezionati tifosi».

    Paride Pelli

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